27 maggio 2012

Freakonomics

[...] perché anche la sinistra quando va al potere diventa succube dei banchieri? Perché Obama all'inizio del suo primo mandato nominò così tanti consiglieri legati a Wall Street? La risposta di Krugman è fulminante: "Perché danno la sensazione di sapere. Sono davvero impressionanti, quelli di Wall Street: danno a intendere di capirne qualcosa, anche dopo avere distrutto il mondo, o quasi".

Federico Rampini, La formula Krugman per uscire dalla crisi "Insegnanti e welfare contro la depressione", La Repubblica, 26 maggio 2012.

21 maggio 2012

Un'onda di tenerezza.

Due giovani femmenielli, nei lunghi corridoi della metro:
- Ma tu... me vuò spusà a'mme?

Un'onda di tenerezza.

17 maggio 2012

Perchiona

Da una rapida ricerca in rete sembra che perchiona, utilizzato soprattutto in Puglia, nelle espressioni "Sei una perchiona!" o "Che perchiona!", vada modernamente inteso in una varietà di sensi:
- donna che ama indossare abiti attillati
- donna formosa e provocante
- bella ragazza.
Cioè una bellezza un pò sguaiata, se non altro nella maniera di esprimersi di chi fa l'osservazione. Consultando il vocabolario di Raffaele Andreoli (1887), si può apprendere che:
Perchia, sorta di pesce (perca), Pesce persico, e in Tosc. più comunemente Pesce perso. Perchia fu anche dispregiativo di donna, come a dire donnaccia, ciana: onde poi Perchipètola.
e dunque:
Perchipetola, femminetta ciarliera, Pettegola, Donnàccola e àcchera.
Invece Giancola Sitillo, nel suo vocabolario (1888), ci ricorda che:
Perchia-Perca=Essere na perchia, Essere una donna vile e disonesta.
confermando che:
Perchiepetola, Pettegola - Donna vile e disonesta - Donna ciarliera ed irrequieta.

17 maggio: la litania di San Pasquale ad uso delle zitelle




San Pasquale Bailonne
protettore delle donne
mannàteme nu marito
jànche, russe e sapurito,
come a vvuje tale e quale
gloriosissimo San Pascale

e poi, la minaccia finale:

…e si nu mo faje truvà
jie nu Te venghe chiù a prijà.

16 maggio 2012

Crastole

- Ho scheggiato un paio di piatti. Adesso li butto.
- No! Rompili, così facciamo le crastole per la tombola di Natale.

Lotto

Discutere con gli anziani genitori la maniera sicuramente vincente di giocare al lotto i numeri sognati.

15 maggio 2012

...e il libro che sto rileggendo

Le tre sensazioni: fame, desiderio, odio, sono nei bruti soddisfazioni abituali e possiamo dispensarci dal chiamarle piaceri, perché non possono essere che per rapporto all'individuo. L'uomo solo è provvisto di organi perfetti che gli rendono particolare il vero piacere; perché, dotato della sublime facoltà di ragionare, egli lo prevede, lo cerca, lo compone, lo perfeziona e lo estende con la riflessione e il ricordo. Caro lettore, ti prego di non stancarti a seguirmi, perché oggi non sono altro che l'ombra e la reminiscenza del brioso Casanova, mi piace chiacchierare; se tu perdessi la pazienza non saresti cortese o per lo meno condiscendente.
L'uomo si trova precisamente nelle condizioni dei bruti quando si abbandona alle sue tre tendenze senza chiamare in aiuto la ragione e il giudizio; ma quando lo spirito interviene a equilibrare tali tendenze, quelle sensazioni diventano un piacere e un piacere perfetto: sentimento inspiegabile che fa assaporare ciò che si chiama felicità e che noi sentiamo senza poterla descrivere.
L'uomo voluttuoso che ragiona, sdegna la ghiottoneria, respinge con disprezzo la lascivia e la lussuria e quella brutale vendetta che procede da un primo scatto di collera; ma è raffinato e non soddisfa il suo appetito in modo analogo alla natura e ai suoi gusti. Ama, ma non prende diletto della persona amata se non quando ha la certezza di fara partecipe della sua gioia: cosa che può solo avvenire quando vi sia reciprocità d'amore; se riceve un'offesa non trae vendetta che dopo aver combinato a sangue freddo i mezzi più atti a fargliene gustare il piacere. Se qualche volta è crudele, se ne consola, perché agisce col ragionamento: e nella sua vendetta è talvolta così nobile che si vendica perdonando. Queste tre manifestazioni sono opera dell'anima, la quale, per procurarsi il piacere, diventa ministra delle passioni. Qualche volta soffriamo la fame per meglio assaporare le sostanze destinate a soddisfarla; ritardiamo il godimento amoroso per renderlo più vivo, e ritardiamo il momento di una vendetta per renderla più sicura. Ma è pur vero che si muore di un'indigestione, che ci lasciamo spesso ingannare in amore dai sofismi e che l'essere odiato sfugge talvolta alla nostra vendetta; nulla vi è di perfetto in questo mondo, e noi corriamo volentieri questi rischi.

Giacomo Casanova, Storia della mia vita, Cap. XXXIX

14 maggio 2012

Il libro che sto leggendo...

Mi ero sollevato sul letto. Mi prese per la spalla e mi costrinse a coricarmi di nuovo. Poi si stese al mio fianco, posò la testa sul mio cuscino. Cosa? Mi carezzava il viso? Ero davvero in me? Sentivo bene? Pazzerello, mi diceva a bassa voce, sciocchino, sfiorando con le dita il profilo del mio naso, le mie palpebre abbassate, le mie labbra. Sciocchino!
Si sollevò sui gomiti e mi ordinò di guardarlo. Fece allora questa cosa che non potevo prevedere, che non ho saputo ricevere come si deve, che non riesco ancora oggi a spiegarmi, che quella notte mi salvò dalla disperazione, che mi fece piombare in uno stato di ansiosa attesa. Si chinò sul mio viso, sempre più vicino, finchè non vidi i suoi occhi spalancati su di me, quegli stupendi occhi dai riflessi verdi, il suo respiro contro il mio, contro le mie labbra, sentii la sua bocca sulla mia, vi depose un bacio, si depose con un bacio, si appoggiò sulla mia bocca con la sua.

Dominique Fernandez, Porporino o i misteri di Napoli