06 giugno 2012
27 maggio 2012
Freakonomics
[...] perché anche la sinistra quando va al potere diventa succube dei
banchieri? Perché Obama all'inizio del suo primo mandato nominò così
tanti consiglieri legati a Wall Street? La risposta di Krugman è
fulminante: "Perché danno la sensazione di sapere. Sono davvero
impressionanti, quelli di Wall Street: danno a intendere di capirne
qualcosa, anche dopo avere distrutto il mondo, o quasi".
Federico Rampini, La formula Krugman per uscire dalla crisi "Insegnanti e welfare contro la depressione", La Repubblica, 26 maggio 2012.
21 maggio 2012
Un'onda di tenerezza.
Due giovani femmenielli, nei lunghi corridoi della metro:
- Ma tu... me vuò spusà a'mme?
Un'onda di tenerezza.
- Ma tu... me vuò spusà a'mme?
Un'onda di tenerezza.
17 maggio 2012
Perchiona
Da una rapida ricerca in rete sembra che perchiona, utilizzato soprattutto in Puglia, nelle espressioni "Sei una perchiona!" o "Che perchiona!", vada modernamente inteso in una varietà di sensi:
- donna che ama indossare abiti attillati
- donna formosa e provocante
- bella ragazza.
Cioè una bellezza un pò sguaiata, se non altro nella maniera di esprimersi di chi fa l'osservazione. Consultando il vocabolario di Raffaele Andreoli (1887), si può apprendere che:
Perchia, sorta di pesce (perca), Pesce persico, e in Tosc. più comunemente Pesce perso. Perchia fu anche dispregiativo di donna, come a dire donnaccia, ciana: onde poi Perchipètola.
e dunque:
Perchipetola, femminetta ciarliera, Pettegola, Donnàccola e àcchera.
Invece Giancola Sitillo, nel suo vocabolario (1888), ci ricorda che:
Perchia-Perca=Essere na perchia, Essere una donna vile e disonesta.
confermando che:
Perchiepetola, Pettegola - Donna vile e disonesta - Donna ciarliera ed irrequieta.
17 maggio: la litania di San Pasquale ad uso delle zitelle
San Pasquale Bailonne
protettore delle donne
mannàteme nu marito
jànche, russe e sapurito,
come a vvuje tale e quale
gloriosissimo San Pascale
e poi, la minaccia finale:
…e si nu mo faje truvà
jie nu Te venghe chiù a prijà.
16 maggio 2012
15 maggio 2012
...e il libro che sto rileggendo
Le tre sensazioni: fame, desiderio, odio, sono nei bruti soddisfazioni abituali e possiamo dispensarci dal chiamarle piaceri, perché non possono essere che per rapporto all'individuo. L'uomo solo è provvisto di organi perfetti che gli rendono particolare il vero piacere; perché, dotato della sublime facoltà di ragionare, egli lo prevede, lo cerca, lo compone, lo perfeziona e lo estende con la riflessione e il ricordo. Caro lettore, ti prego di non stancarti a seguirmi, perché oggi non sono altro che l'ombra e la reminiscenza del brioso Casanova, mi piace chiacchierare; se tu perdessi la pazienza non saresti cortese o per lo meno condiscendente.
L'uomo si trova precisamente nelle condizioni dei bruti quando si abbandona alle sue tre tendenze senza chiamare in aiuto la ragione e il giudizio; ma quando lo spirito interviene a equilibrare tali tendenze, quelle sensazioni diventano un piacere e un piacere perfetto: sentimento inspiegabile che fa assaporare ciò che si chiama felicità e che noi sentiamo senza poterla descrivere.
L'uomo voluttuoso che ragiona, sdegna la ghiottoneria, respinge con disprezzo la lascivia e la lussuria e quella brutale vendetta che procede da un primo scatto di collera; ma è raffinato e non soddisfa il suo appetito in modo analogo alla natura e ai suoi gusti. Ama, ma non prende diletto della persona amata se non quando ha la certezza di fara partecipe della sua gioia: cosa che può solo avvenire quando vi sia reciprocità d'amore; se riceve un'offesa non trae vendetta che dopo aver combinato a sangue freddo i mezzi più atti a fargliene gustare il piacere. Se qualche volta è crudele, se ne consola, perché agisce col ragionamento: e nella sua vendetta è talvolta così nobile che si vendica perdonando. Queste tre manifestazioni sono opera dell'anima, la quale, per procurarsi il piacere, diventa ministra delle passioni. Qualche volta soffriamo la fame per meglio assaporare le sostanze destinate a soddisfarla; ritardiamo il godimento amoroso per renderlo più vivo, e ritardiamo il momento di una vendetta per renderla più sicura. Ma è pur vero che si muore di un'indigestione, che ci lasciamo spesso ingannare in amore dai sofismi e che l'essere odiato sfugge talvolta alla nostra vendetta; nulla vi è di perfetto in questo mondo, e noi corriamo volentieri questi rischi.
Giacomo Casanova, Storia della mia vita, Cap. XXXIX
14 maggio 2012
Il libro che sto leggendo...
Mi ero sollevato sul letto. Mi prese per la spalla e mi costrinse a coricarmi di nuovo. Poi si stese al mio fianco, posò la testa sul mio cuscino. Cosa? Mi carezzava il viso? Ero davvero in me? Sentivo bene? Pazzerello, mi diceva a bassa voce, sciocchino, sfiorando con le dita il profilo del mio naso, le mie palpebre abbassate, le mie labbra. Sciocchino!
Si sollevò sui gomiti e mi ordinò di guardarlo. Fece allora questa cosa che non potevo prevedere, che non ho saputo ricevere come si deve, che non riesco ancora oggi a spiegarmi, che quella notte mi salvò dalla disperazione, che mi fece piombare in uno stato di ansiosa attesa. Si chinò sul mio viso, sempre più vicino, finchè non vidi i suoi occhi spalancati su di me, quegli stupendi occhi dai riflessi verdi, il suo respiro contro il mio, contro le mie labbra, sentii la sua bocca sulla mia, vi depose un bacio, si depose con un bacio, si appoggiò sulla mia bocca con la sua.
Dominique Fernandez, Porporino o i misteri di Napoli
27 aprile 2012
Il Demone Meridiano
Il primo volume dei Meridiani Mondadori su Calvino. A 4 euro sulla bancarella del mio spacciatore di fiducia.
23 aprile 2012
Imparare
Forsan et haec olim meminisse iuvabit.
Forse persino di questi avvenimenti un giorno la memoria ci sarà gradita. (Virgilio, Eneide, I, 203)
17 aprile 2012
Antiche superstizioni napoletane
Sei stato, in un'altra vita, un napoletano superstizioso se:
- Al termine del pranzo, e se non hai sparecchiato, sollevi un lembo della tovaglia sulla tavola per fare capire all'angelo della mensa che non deve più stare a guardia della salute dei commensali, dicendo che altrimenti "sta l'angelo 'mpeduto".
- Durante i temporali notturni metti un rosario alla finestra, per fare calmare acqua e vento.
- Baci il pane avanzato prima di buttarlo.
- Consigli alle fanciulle desiderose di gravidanza di baciare il pesce di San Raffaele.
- Non spazzi attraverso la porta, buttando l'immondizia e le briciole all'esterno, perchè altrimenti andrebbe a finire negli occhi dell'angelo che sta a guardia della casa.
- Entri nella casa vuota e saluti 'a bella 'mbriana, cioè la fata della casa.
- Hai un corno rosso in tasca.
- Al termine del pranzo, e se non hai sparecchiato, sollevi un lembo della tovaglia sulla tavola per fare capire all'angelo della mensa che non deve più stare a guardia della salute dei commensali, dicendo che altrimenti "sta l'angelo 'mpeduto".
- Durante i temporali notturni metti un rosario alla finestra, per fare calmare acqua e vento.
- Baci il pane avanzato prima di buttarlo.
- Consigli alle fanciulle desiderose di gravidanza di baciare il pesce di San Raffaele.
- Non spazzi attraverso la porta, buttando l'immondizia e le briciole all'esterno, perchè altrimenti andrebbe a finire negli occhi dell'angelo che sta a guardia della casa.
- Entri nella casa vuota e saluti 'a bella 'mbriana, cioè la fata della casa.
- Hai un corno rosso in tasca.
11 aprile 2012
Come preparare un caffè con la Moka.
Alla preparazione di un caffè con la moka servono pochi passaggi, assolutamente facili da ricordare e da mettere in pratica, ma che richiedono di essere eseguiti scrupolosamente e senza alcuna variante
1) La scelta del caffè al supermercato. A me Illy non piace. Uso marche quali Kimbo (Napoli), Lavazza (Roma), Quarta (Lecce). Il re dei caffè casalinghi sarebbe in realtà Passalacqua (Napoli), a detta dei baristi napoletani il più buon caffè dell'universo (e hanno ragione): venduto a peso d'oro, in genere fuori dalla provincia non lo si trova, ma se mi mandate un bonifico ve ne procuro una scorta.
2) Riempimento del serbatoio. Il serbatoio verrà riempito con acqua di rubinetto calda, e fino alla valvolina laterale. Non più in alto della valvolina, né meno. L'uso di acqua già calda si spiega con la necessità di fare arroventare il meno possibile il metallo in attesa che l'acqua bollente in pressione risalga attraverso il filtro.
3) Riempimento del filtro. Il riempimento del filtro avverrà per strati sovrapposti non pressati. Non esagererete con la quantità di caffè, e non creerete la piramide di Cheope, pronta a franare fuori del filtro: il monticello di caffè sporgerà solo di mezzo centimetro al di sopra del margine di metallo. In caso contrario, l'acqua in pressione avrà difficoltà a a passare attraverso i meati tra i granelli di caffè macinato.
4) La macchinetta sulla fiamma. La fiamma verrà tenuta bassa, a filo di gas, consentendo l'uscita lenta del caffè. Il coperchio della macchinetta verrà tenuto sollevato: il primo vapore che esce è molto amaro, e voi non volete rendere il caffè inutilmente forte, ma ne volete conservare la dolcezza della tostatura (si spera fresca). Se avete paura degli schizzi di caffè sui fornelli puliti da poco allora, dopo avere sollevato il coperchio, poggiate un cucchiaino rovesciato sull'ugello superiore.
5) Il caffè è finalmente uscito! Prendete il cucchiaino, e giratelo direttamente nella macchinetta, anche se non lo zuccherate. E' necessario, perchè il primo caffè che esce è molto carico, e si mescola solo imperfettamente con il caffè successivo: perciò al bisogno dovete provvedere voi.
Per il resto, io vi consiglio di non zuccherarlo: sarebbe come approfittarsi di qualcuno che non si può difendere. Buon caffè.
1) La scelta del caffè al supermercato. A me Illy non piace. Uso marche quali Kimbo (Napoli), Lavazza (Roma), Quarta (Lecce). Il re dei caffè casalinghi sarebbe in realtà Passalacqua (Napoli), a detta dei baristi napoletani il più buon caffè dell'universo (e hanno ragione): venduto a peso d'oro, in genere fuori dalla provincia non lo si trova, ma se mi mandate un bonifico ve ne procuro una scorta.
2) Riempimento del serbatoio. Il serbatoio verrà riempito con acqua di rubinetto calda, e fino alla valvolina laterale. Non più in alto della valvolina, né meno. L'uso di acqua già calda si spiega con la necessità di fare arroventare il meno possibile il metallo in attesa che l'acqua bollente in pressione risalga attraverso il filtro.
3) Riempimento del filtro. Il riempimento del filtro avverrà per strati sovrapposti non pressati. Non esagererete con la quantità di caffè, e non creerete la piramide di Cheope, pronta a franare fuori del filtro: il monticello di caffè sporgerà solo di mezzo centimetro al di sopra del margine di metallo. In caso contrario, l'acqua in pressione avrà difficoltà a a passare attraverso i meati tra i granelli di caffè macinato.
4) La macchinetta sulla fiamma. La fiamma verrà tenuta bassa, a filo di gas, consentendo l'uscita lenta del caffè. Il coperchio della macchinetta verrà tenuto sollevato: il primo vapore che esce è molto amaro, e voi non volete rendere il caffè inutilmente forte, ma ne volete conservare la dolcezza della tostatura (si spera fresca). Se avete paura degli schizzi di caffè sui fornelli puliti da poco allora, dopo avere sollevato il coperchio, poggiate un cucchiaino rovesciato sull'ugello superiore.
5) Il caffè è finalmente uscito! Prendete il cucchiaino, e giratelo direttamente nella macchinetta, anche se non lo zuccherate. E' necessario, perchè il primo caffè che esce è molto carico, e si mescola solo imperfettamente con il caffè successivo: perciò al bisogno dovete provvedere voi.
Per il resto, io vi consiglio di non zuccherarlo: sarebbe come approfittarsi di qualcuno che non si può difendere. Buon caffè.
26 marzo 2012
Una passeggiata in centro
Scena 1
autobus affollato, ragazza straniera con due cani privi di museruola, gente pigiata per ogni dove
prima signora (vestita volgarmente, spingendo): - permesso, permesso!
seconda signora (alterata): - che spingete a fare, ecco, passate, ma vedete un poco, non ci sta più educazione! screanzata!
prima signora (spingendo più avanti, fingendo di non sentire): permesso, permesso...
seconda signora (sedutasi accanto alla ragazza): - ma guardate un poco se io devo viaggiare con due cani vicino alla gamba!
ragazza: - signora, miei cani buoni, mai fatto niente!
seconda signora (alterata): - a me non me ne importa niente se i tuoi cani non hanno mai fatto niente! e se mi mordono, adesso? io come faccio?
ragazza: - miei cani bravi
seconda signora (urlando): - tu non puoi portare i tuoi cani sull'autobus!
terza signora (seduta lontano): - i cani sull'autobus potrebbero stare, siete voi che dovreste scendere
quarta signora: - vero, gli animali sono meglio dei cristiani!
seconda signora: - e poi non tengono manco la museruola!
ragazza: - va bene, ecco, metto museruola!
prima signora: - signò, ma mettetevela voi la museruola alla bocca!
seconda signora (rivolta alla prima signora): - e voi ve la dovreste mettere sotto, la museruola!
quarta signora: - gli animali sono meglio dei cristiani! e certe femmine sono proprio animali!
seconda signora: - tu non puoi salire sull'autobus col cane. voglio vedere se te lo lasciavano fare al paese tuo
ragazza: - ...
seconda signora: - tutti gli stranieri vengono qua e credono di potere fare i porci comodi loro, tutte le cose che al loro paese non si sognerebbero di fare
uomo di colore (alterato): - ma come ti permetti di parlare così di stranieri!
uomo (tenendo l'uomo di colore): calmati, stai calmo, non le dare retta
uomo di colore: - rassista!
seconda signora: - tornatevene al paese vostro!
uomo di colore (urlando, mentre lo tengono): - vaffangulo, rassista!
quarta signora: - gli animali sono meglio dei cristiani! gli animali sono meglio dei cristiani!
tutto l'autobus: - buuh buuh buuh
***
Scena 2
isola pedonale affollata, a ridosso di vicoli che si inerpicano per i quartieri, ragazzo di colore cerca di vendere elicotteri con carica a molle
ragazzo di colore: - vindi euro!
uomo: - ma io in Francia li ho trovati uguali a venti euro! come puoi venderli qua a venti euro!
signora: - vero, come puoi venderli qua a venti!
uomo: - ne vuoi cinque, di euro?
ragazzo di colore: - vindi euro!
uomo: - cinque?
ragazzo di colore: - vindi!
bambino biondo, circa 6 anni: - amico, amico
ragazzo di colore: - ?
bambino biondo, circa 6 anni: - scappa, stanno venendo le guardie
il ragazzo di colore raccoglie la busta con la sua mercanzia e si infila nel vicolo, mentre un'auto della guardia di finanza discende pigramente l'isola pedonale
autobus affollato, ragazza straniera con due cani privi di museruola, gente pigiata per ogni dove
prima signora (vestita volgarmente, spingendo): - permesso, permesso!
seconda signora (alterata): - che spingete a fare, ecco, passate, ma vedete un poco, non ci sta più educazione! screanzata!
prima signora (spingendo più avanti, fingendo di non sentire): permesso, permesso...
seconda signora (sedutasi accanto alla ragazza): - ma guardate un poco se io devo viaggiare con due cani vicino alla gamba!
ragazza: - signora, miei cani buoni, mai fatto niente!
seconda signora (alterata): - a me non me ne importa niente se i tuoi cani non hanno mai fatto niente! e se mi mordono, adesso? io come faccio?
ragazza: - miei cani bravi
seconda signora (urlando): - tu non puoi portare i tuoi cani sull'autobus!
terza signora (seduta lontano): - i cani sull'autobus potrebbero stare, siete voi che dovreste scendere
quarta signora: - vero, gli animali sono meglio dei cristiani!
seconda signora: - e poi non tengono manco la museruola!
ragazza: - va bene, ecco, metto museruola!
prima signora: - signò, ma mettetevela voi la museruola alla bocca!
seconda signora (rivolta alla prima signora): - e voi ve la dovreste mettere sotto, la museruola!
quarta signora: - gli animali sono meglio dei cristiani! e certe femmine sono proprio animali!
seconda signora: - tu non puoi salire sull'autobus col cane. voglio vedere se te lo lasciavano fare al paese tuo
ragazza: - ...
seconda signora: - tutti gli stranieri vengono qua e credono di potere fare i porci comodi loro, tutte le cose che al loro paese non si sognerebbero di fare
uomo di colore (alterato): - ma come ti permetti di parlare così di stranieri!
uomo (tenendo l'uomo di colore): calmati, stai calmo, non le dare retta
uomo di colore: - rassista!
seconda signora: - tornatevene al paese vostro!
uomo di colore (urlando, mentre lo tengono): - vaffangulo, rassista!
quarta signora: - gli animali sono meglio dei cristiani! gli animali sono meglio dei cristiani!
tutto l'autobus: - buuh buuh buuh
***
Scena 2
isola pedonale affollata, a ridosso di vicoli che si inerpicano per i quartieri, ragazzo di colore cerca di vendere elicotteri con carica a molle
ragazzo di colore: - vindi euro!
uomo: - ma io in Francia li ho trovati uguali a venti euro! come puoi venderli qua a venti euro!
signora: - vero, come puoi venderli qua a venti!
uomo: - ne vuoi cinque, di euro?
ragazzo di colore: - vindi euro!
uomo: - cinque?
ragazzo di colore: - vindi!
bambino biondo, circa 6 anni: - amico, amico
ragazzo di colore: - ?
bambino biondo, circa 6 anni: - scappa, stanno venendo le guardie
il ragazzo di colore raccoglie la busta con la sua mercanzia e si infila nel vicolo, mentre un'auto della guardia di finanza discende pigramente l'isola pedonale
25 marzo 2012
Cristo si è fermato a Eboli
C'era un gabinetto, senz'acqua naturalmente, ma un vero gabinetto, col sedile di porcellana. Era il solo esistente a Gagliano, e probabilmente non se ne sarebbe trovato un altro a più di cento chilometri tutt'attorno. [...] La mancanza di quel semplice apparecchio, assoluta in tutta la regione, crea naturalmente delle consuetudini che non si sradicano facilmente, che richiamano mille altre cose della vita, e si accompagnano a sentimenti considerati nobilissimi e poetici. Il falegname Lasala, un "americano" intelligente, che era stato, molti anni prima, sindaco di Grassano, e che conservava gelosamene, nel suo monumentale apparecchio radio portato di laggiù, con i dischi di Caruso e dell'arrivo di De Pinedo, quelli di discorsi commemorativi di Matteotti, mi raccontava che, dopo la settimana di lavoro a New York, usava incontrare un gruppo di compaesani, ogni domenica, per una scampagnata. - Eravamo sempre otto o dieci: c'era un dottore, un farmacista, dei commercianti, un cameriere d'albergo, e qualche artigiano. Tutti del nostro paese, ci si conosceva fin da bambini. La vita è triste, tra quei grattacieli, con tutte quelle straordinarie comodità, e gli ascensori, le porte girevoli, la metropolitana, e sempre case e palazzi e strade, e mai un pò di terra. Viene la malinconia. La domenica mattina si saliva in treno, ma bisognava fare dei chilometri, per trovare la campagna! Quando eravamo arrivati in qualche posto solitario, diventavamo tutti allegri come ci si fosse tolto un peso di dosso. E allora, sotto un albero, tutti insieme, ci si calava i pantaloni. Che delizia! Si sentiva l'aria fresca, la natura. Non come quei gabinetti americani, lucidi e tutti eguali. Ci pareva di essere ragazzi, d'essere tornati a Grassnao, si era felici, si rideva, si sentiva l'aria della Patria. E, quando avevamo finito, gridavamo tutti insieme: "Viva l'Italia!". Ci veniva proprio dal cuore.
Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli.
24 marzo 2012
Caracciolo
Un’anziana donna corre con la bicicletta sulla passeggiata della Caracciolo. Apre le gambe, ridendo, schiva i passanti, e grida “Pista!”.
13 marzo 2012
Minuzie di quando mamma era in ospedale
A un certo punto, quando mia mamma fu operata, arrivò il momento di scegliere una donna, una sorta di badante, che potesse assisterla anche di notte, e mia zia fece il nome di tale Luba. O Ljuba, come si direbbe in ucraino. La mia mente subito corse a quel pezzo di figliola, ritratta su in foto, che apparve inizialmente su Met-Art, e successivamente fu resa strafamosa dalle pagine di Hegre-Art (allora Hegre-Archives: questo link è meglio che non ve lo metto), giustamente convolata col fottografo Petter Hegre, che peer primo l'aveva lanciata. Cominciai, pertanto, ad attendere ansiosamente.La persona che si presentò non era lei, purtroppo. Capirete come ci rimasi male.
***
Quando mamma stava in ospedale le giornate si chiudevano sempre con la fantastica cena insieme a papà (preparata da lui). Devo dire che a mio papà non inizia neanche la digestione se mentre mangia non vede Walker Texas Ranger, e credo che Chuck Norris dovrà invitarlo a casa tutte le sere, quando Rete4 non lo manderà più in onda. Come sapete, le puntate hanno una trama piuttosto costante: Walker attraversa delle difficoltà nella soluzione di casi (omicidi, traffici internazionali di barre di uranio, invasioni di alieni) che normalmente esulano dalle competenze di un Texas Ranger (mi sono informato, ed è di poco più importante di un vigile urbano), ma che lui supera grazie all'affetto degli amici, al pensiero olistico di ispirazione nativa americana, e a una notevole dose di botte nel migliore stile di karate. I cattivi sono sempre brutti, o palesemente viscidi, o neri, o latinoamericani. In genere, lungo la puntata, ma specialmente alla fine, sono elargiti pistolotti e insegnamenti moraleggianti che ruotano per lo più attorno al concetto di Dio, Patria, Famiglia, e contro l'uso di droghe, sesso prima del matrimonio, pornografia in rete (tutte cose alle quali siete favorevoli se mi state leggendo). Di recente, trovai estremamente interessante guardare in tv l'attore Chuck Norris festeggiare per la vittoria di un candidato repubblicano (quindi un fascistone) durante le fasi iniziale delle primarie in America. Anche lì la politica si sposa con lo spettacolo, pensavo.
In genere non presto attenzione a questa cagata, ma una sera saltai sulla sedia quando, durante la puntata, i cattivi di turno (un nero e un bianco palesemente viscido) parlarono di un traffico di gas Sarin con l'Irak. Gli sceneggiatori, prima del 2001, anno in cui la produzione della gigatesca cagata cessò, per grazia di Dio, trovavano perfettamente normale attribuire intenti terroristici a un governo straniero, nella fattispecie quello iracheno, riconosciuto in sede ONU, e farci sopra una puntata di un telefilm.
Capii, allora, perchè la maggioranza degli statunitensi, prima che gli USA invadessero l'Irak, avrebbero messo la mano sul fuoco sull'alleanza tra Saddam Hussein e il terrorismo internazionale di matrice islamica. Capii che se crei il clima giusto, con sufficiente anticipo, dopo puoi fare tutto. Capii anche che l'onda lunga che aveva sorretto i repubblicani negli anni prima di Obama era stata il frutto di un costante martellamento culturale, che si era svolto nei luoghi di culto evangelici, nello spettacolo, nell'informazione, e che con le sue parole d'ordine e le sue bugie aveva reso ovvio ciò che ovvio non era. Bastardi.
Ancora una volta ebbi conferma del potere della parola.
11 marzo 2012
10 marzo 2012
Essere alla frutta 2.0
Capisci che sei alla frutta quando nervoso metti la mano in tasca, afferri l'accendino, lo porti al viso per accenderti il sigaro, non fa la scintilla e finalmente ti accorgi che è una penna USB.
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